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“Roberto”, “Ro-ber-to”: così mi apostrofò una volta un anziano greco, addirittura riesumando l’alleanza nazifascista della seconda guerra mondiale. Tanto per parlare con un italiano e ricordare l’infanzia durante l’occupazione. “Apo to dròmo” indicando avanti, “dritto”: così, un’altra volta, una vecchia contadina con la voglia di regalare un sorriso e indicazioni non richieste, senza conoscere una parola d’inglese. Questi greci incontrai, insieme a generazioni più giovani, affannate e nevrotiche, saltate sul treno del turismo di massa.
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